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Cappella San Paolo Apostolo – Casale di Carinola

Cappella San Paolo Apostolo – Casale di Carinola

  • Author: admin
  • Date Posted: 16 Jul 2013
  • Category:
  • Address: Casale di Carinola

È tradizionalmente considerata la prima chiesa parrocchiale di Casale di Carinola, teniamo presente che i primi parroci venivano a celebrare direttamente dalla vicina basilica di Santa Maria in Foro Claudio di Ventaroli o dalla cattedrale di Carinola, dove san Bernardo trasferì la sede vescovile intorno al 1100. La cappella dedicata a san Paolo Apostolo perse questa qualifica allorquando le mutate condizioni di urbanizzazione consigliarono di ampliare quella che adesso è la chiesa madre della parrocchia, logicamente più capiente e posizionata più centralmente rispetto all’abitato e di conseguenza molto più comoda. 

La dedicazione all’ “Apostolo delle Genti” non è casuale, ma si rifà ad un ben preciso evento storico, edulcorato forse nelle sue componenti secondarie, ma ampiamente documentato nei suoi aspetti basilari. Dopo aver portato a termine il suo III Viaggio di evangelizzazione nelle attuali Turchia e Grecia, Regioni dell’Impero Romano già visitate in precedenza, un suo ritorno a Gerusalemme gli fu fatale, perché Paolo fu riconosciuto da alcuni Ebrei (probabilmente ancora inviperiti per la sua conversione al Cristianesimo) e fu accusato di aver introdotto un pagano (Trofimo di Efeso) nel recinto del tempio: accusa falsa ma reato grave e punibile con la morte. Trascorsi un paio d’anni di blanda prigionia a Cesarea, al nuovo governatore Porcio Festo, Paolo chiese di appellarsi al giudizio dell’Imperatore, suo diritto in quanto cittadino romano, e questi, probabilmente sollevato, acconsentì: «Ti sei appellato a Cesare, a Cesare andrai» (Atti degli Apostoli 25,12). Salpò nell’inverno del 60, e a causa del tempo inclemente fece naufragio a Malta da dove ripartì nel febbraio del 61. Sbarcato a Pozzuoli proseguì via terra, il suo passaggio è accertato anche a Marcianise e Capua. Capua era il centro più importante della zona, poi c’era Sidicinum e, più vicino a noi, Forum Claudii, l’attuale Ventaroli ove sorge l’omonima Basilica cui abbiamo accennato in precedenza.

Casale così come la conosciamo noi ovviamente non esisteva, c’erano però delle Villae Rusticae (poderi, masserie) assegnate ai militari in pensione dell’esercito romano, che così venivano ricompensati dei loro servigi e nel contempo assicuravano un fidato controllo del territorio dove sorgeva un’ara dedicata ad un dio pagano, proprio nel luogo dove poi fu eretta l’odierna Cappella.  San Paolo visitò questi luoghi e ne catechizzò i residenti, i quali, tenendo fede al proprio spirito di ospitalità, gli offrirono dei lupini e del vino, che loro stessi stavano consumando mentre erano intenti nel lavoro di coltivazione delle viti. Da tempo immemorabile, per rinnovare questa tradizione, la vigilia della Festa della Conversione di san Paolo che si celebra in Casale il 25 gennaio, vengono distribuiti lupini e vino a tutti i pellegrini che si recano sulla omonima collina.

La Cappella di S. Paolo, dove si inumavano i defunti della zona alta di Casale, viene solitamente definita “vetere sacello Sancti Pauli” …

«Il Sacellum divi Pauli è sempre accompagnato dall’aggettivo “vetus” ad indicare la vetustà della costruzione. Da odierne ricerche sembra che questa chiesetta insista su un’antica fabbrica romana come si evince dalle due pietre angolari. Tale ipotesi è avvalorata, altresì, dall’esistenza nei pressi di una strada romana costruita con ogni probabilità al tempo della II guerra sannitica (326-304 a. C.) e chiamata “deverticulum Adriani”, perché fatta ricostruire dall’omonimo imperatore» –  Prof. Gaetano Ruosi (1940 – 2009), articolo “Arte sacra di Casale di Carinola”) nel liber mortuorum della Parrocchia di san Giovanni e Paolo. L’esistenza di questa chiesa è attestata anche nelle Rationes Decimarum Campaniae del 1308 e 1326, in cui è riportato che il Procurator Domini Bartolomeo di Capua paga per questa chiesa e per altre esistenti in quel tempo nella zona la somma di tarì dieci.

Con il crescere della popolazione la struttura preesistente dovette risultare inadeguata e l’antico sacello di San Paolo fu ampliato e ricostruito nelle attuali dimensioni dai casalesi, memori dell’antica e pia tradizione della presenza del Santo su queste colline.

La cappella ad unica navata, è in muratura di tufo locale, all’interno è presente un imponente affresco raffigurante san Paolo attorniato dagli altri apostoli.

 

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