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Maschio Angioino – Napoli

Maschio Angioino – Napoli

  • Author: admin
  • Date Posted: 30 Oct 2013
  • Category:
  • Address: napoli, piazza municipio

Castel Nuovo, meglio conosciuto con il nome di Maschio Angioino, é uno dei simboli della città di Napoli.
Tra le due torri che difendono l’ingresso (torri “di Mezzo” e “di Guardia”) venne eretto un arco di trionfo in marmo, destinato a celebrare il ricordo dell’ingresso di re Alfonso nella capitale, quest’ultimo scolpito sul punto più alto dell’arco.

L’opera trae ispirazione dagli archi di trionfo romani. Un arco inferiore, inquadrato da colonne corinzie binate, presenta sui fianchi del passaggio rilievi che raffigurano Alfonso tra i congiunti, i capitani e i grandi ufficiali del regno; sull’attico il rilievo raffigurante il Trionfo di Alfonso. Un secondo arco si sovrappone al primo, con colonne ioniche binate, e doveva ospitare la statua del re. Sull’attico le statue delle quattro virtù (Temperanza, Giustizia, Fortezza e Magnanimità), collocate entro nicchie, sormontate da un coronamento a forma di timpano semicircolare, con Figure di fiumi e in cima la statua di San Michele. Le sculture sono attribuite ad importanti artisti del tempo: Guillem Sagrera, Domenico Gagini, Isaia da Pisa e Francesco Laurana.

Attualmente il complesso monumentale viene destinato ad un uso culturale ed è, tra l’altro, la sede del Museo Civico. L’itinerario museale si articola tra la Sala dell’Armeria, la Cappella Palatina o di Santa Barbara, il primo ed il secondo piano della cortina meridionale a cui si aggiungono la Sala Carlo V e la Sala della Loggia destinate ad ospitare mostre ed iniziative culturali.

La porta, ubicata originariamente all’ingresso del Castello, fu commissionata a Guglielmo Monaco da Ferrante d’Aragona verso il 1475 in ricordo della vittoria da questi riportata nel 1462 su Giovanni d’Angiò e i baroni ribelli.
Nei sei bassorilievi della porta, delineati da cornici decorate con motivi rinascimentali, sono narrati gli episodi più importanti della guerra.
Nel pannello inferiore a sinistra si nota una palla di cannone in ferro incastrata nella lamiera squarciata.

L’ipotesi più accreditata è che la porta facesse parte del bottino di guerra che Carlo VIII fece caricare sulle navi dirette in Francia. Durante la navigazione, al largo di Rapallo, la flotta venne attaccata e sconfitta dai Genovesi. Nel corso della battaglia la porta, forse posta sulla tolda di una nave, fu colpita dalla palla di cannone che si conficcò dall’interno nel pannello. I Genovesi, conquistato il bottino, avrebbero poi rimandato la porta a Napoli (1495).

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