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Convento di Santa Croce – Pignataro Maggiore

Convento di Santa Croce – Pignataro Maggiore

  • Author: admin
  • Date Posted: 13 May 2013
  • Category:
  • Address: Pignataro Maggiore

Si arriva al convento di Santa Croce, detto anche di San Pasquale, dopo aver risalito il colle posto a nord di Pignataro Maggiore a poco piú di 5km dal casello dei Capua dell’autostrada A1, lungo una stradina asfaltata che si affaccia sulle case del paesino nato dalla disersione del popolo caleno (antica cittá d’epoca pre-romana) poco prima dell’anno mille.
Il percorso é anticipatore della bellezza del luogo. Alla vostra sinistra potrete ammiarare il bel panorama che nelle giornate migliori vi permetterá di scorgere le acque del Mediterraneo, aprendosi sulla piana conoscita da tempi antichi col nome di Terra di Lavoro.

Sulla destra, dopo aver lasciato il Parco di San Giorgio, che introduce alla omonima chiesa, troverete una folta pineta realizzata tra gli anni ’60 e ’70.

La prima pietra del convento che ha ospitato i frati alcantarini fu posta nel marzo 1732, per volontá del Vescovo della Diocesi Mons.Filippo Positano. La sua realizzazione terminó presumibilmente  tra il 1747 ed il 1750. Ora il convento ospita le clarisse del Monastero di Santa Chiara, di Napoli.

 
 

L’ intero complesso non ha subito, dal momento della sua realizzazione a d oggi,  modifiche  strutturali tali di amodificarne l’aspetto originario.

Nella ricerca dello storico locale, Vittorio Ricciardi, lo stesso sintetizza la descrizione fatta dal perito Franceso Villani che, incaricato della stima del convento al fine di una compravendita, scrive:

si accede all’edificio mediante due vani, “ uno adatto per l’accesso dei legni rotabili, l’altro assai più piccolo “ dal quale si arriva al chiostro. Ai lati dell’ingresso principale due vani che immettono in due piccoli bassi per uso di stalle. Dall’androne dell’ingresso principale si passa al cortile e da questi al giardino. Al lato sinistro un basso che porta al refettorio e cucina. Gli accessi, coperti a volta, portano anche alla scala secondaria del I piano. Vi sono ancora tre vani il primo dei quali fa discendere in un sotterraneo per cantina. “ Nel giro del chiostro vi sono cinque piccoli bassi per diversi usi e nel suo mezzo vi è pozzo di acque collettizie .” Verso il fondo del supportino un basso che porta alla sagrestia della chiesa, alla stessa ed alla scala principale di accesso al piano superiore. Questi si compone di quattro corridoi con venti celle per frati, due stanze per l’antica e nuova libreria. Dalla prima si accede ad altre tre stanze per usi diversi. Due logge, una scoperta, sull’androne principale, l’altra sul “ supportico” che mena al giardino. Non vi è una descrizione della chiesa in quanto la stessa non era stata oggetto di requisizione e di conseguente riscatto…

Dopo essere stato lasciato dai frati alcantarini, e nell’attesa che le Clarisse di Santa Chiara si insediassero nella maestosa struttura, il Convento é stato letteralemnet depredato. Documenti, arredi, mobili e addirittura alcune colonne marmoree e dei capitelli, sono stati portati via. Addirittura le clarisse non hann trovato nememno il massicco tavolo in legno della mensa.

La chiesa, ricoperta da delicati marmi rosa, é stata ristrutturata dalle Clarisse, che col tempo le hanno restistuito l’originaria bellezza, nonostante manchino anche gli antichi arredi sacri, ench’essi rubati come tutto quanto vi era custodito.

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